Sant 'Eligio Bishop of Limoges
Antonella Colaninno
"A wall of small segments hid a wonderful fresco came to light as is known, in Acquaviva during the recent renovation of the north wing of the castle, later De Mari palace. "
So wrote some time ago, Professor Cesare Colafemmina , one of the most authoritative scholars of Jewish history and culture, in merito al ritrovamento dell' affresco nella lunetta del vano strada dell'ala nord di Palazzo De Mari, recentemente restaurato ed inaugurato il 28 maggio 2008 alla presenza della Soprintendenza e del Prefetto di Bari Schilardi. Le vicissitudini politiche ancora oggi, privano i cittadini della fruizione di un luogo di notevole valore storico architettonico chiuso da due anni a causa del passaggio dalla vecchia alla nuova amministrazione, intervallate da una breve amministrazione del Commissario prefettizio. Le ragioni? Pare siano di natura “tecnica”: mancano le autorizzazioni. L’ala nord insomma, è aperta solo per visite sporadiche ai ragazzi delle scuole e per deposito “merci” durante le literary and musical evenings are held in the courtyard or atrium of the Palace De Mari. The fresco is in good condition and has been found beneath a wall of small stones. A holy scene is revealed in the eyes of a visitor ghost in a drapery-curtain I can see only in photographs or in memory of my visit to the halls dating back more than two years ago. The scene reveals in all its sweetness, the figure of a Madonna Enthroned "that seem to look nobly graceful touches the devotee who looks up." A soft plastic draws the figure of Mary, with her oval face a long neck that anticipa lo slancio dell’eleganza delle figure di Modì. "Il suo corpo è a sua volta il trono del principe Figlio..." in atto benedicente vestito da una tunica leggera ornata da stelline dorate e da raffinati sandali. La grazia e la dolcezza degli sguardi caratterizza le figure centrali della Madonna in trono con Bambino, affiancate a destra da un’elegante figura in paramenti episcopali e a sinistra da un frate con le stimmate certamente identificato in San Francesco d’Assisi. Gli studi del professor Colafemmina hanno portato alla identificazione del santo sulla destra in Sant’ Eligio, attraverso lo studio del riccio pastorale, terminante all’estremità con la testa di un drago che spira fuoco e delle iniziali A. LE poste a sinistra del santo e intervallate da un punto, le quali riporterebbero al nome Aloi, Aloia, Eloi, Eligio appunto, nel francese antico. Le lettere LE rimandano a Lemovigensis “ossia a persona originaria della città di Lemovicum, oggi Limoges, in Francia”. Il santo vescovo Eligio fu venerato in Francia a partire dall’Alto Medioevo, un culto in auge ancora oggi. Il suo culto fu riconosciuto in Italia Meridionale con l’eclisse degli Svevi per mano angioina nel Mezzogiorno e nella Sicilia (1266). Eligio, scrive il professor Colafemina, nacque a Chaptelat nel 590, un casale di Limoges. Dapprima orafo e poi coniatore di monete, fabbro e fonditore di metalli, was bishop of Noyon and founded monasteries of men and women. All this leads to the use of fire for its activities symbolized by the iconography of the dragon head on the volute of the pastoral. Around 1270, the Angevin did the first church built in Piazza Mercato in Naples dedicated to Sant 'Eligio. The professor argues that even in Colafemina Acquaviva was a small church dedicated to Sant 'Eligio, whose existence is attested to 1729, whose name is also found in a street in the country in some ancient documents. We hope that the environments of the north will soon reopen its doors in the splendor della propria bellezza ancora oggi occultata dai fantasmi di una burocrazia lenta quanto noiosa e inconcludente.
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