MUSEUM OF THE TWENTIETH CENTURY
The opening of the new Museum of the twentieth century dell'Arengario Palace in Milan leads to the conclusion long journey of searching for a permanent seat in the history of civic collections, offering its facilities to one of the most important collections of Italian art of the twentieth century. Dell'Arengario The renovation, which began in June 2007 and concluded in 2010. The competition for the redevelopment of the building was launched in 1999 and won in 2001 by the Group which has Rota operato su una superficie di 3500 mq a cui sono stati aggiunti i 2000 mq del secondo piano di Palazzo Reale. Un percorso dell’arte del Novecento che arricchisce le collezioni milanesi e offre ai visitatori la possibilità di ammirare tra le altre, alcune delle opere più significative delle avanguardie storiche. Il percorso museale inizia con l’opera il Quarto Stato (1898-1902) di G. Pelizza da Volpedo , un’opera che con i suoi grandi significati sociali si pone come emblema dei grandi cambiamenti di costume che hanno segnato la fine di un secolo e l’inizio di una nuova storia e di nuove sperimentazioni nei linguaggi dell’arte. Tante le opere in esposizione: dal Portrait of Paul Guillaume (1916) of Modigliani, austere and elegant in the synthesis of a soft plastic paradoxically emphasized by a line angular and irregular, the important section on the future with the sculpture Boccioni Unique Forms of Continuity space, researching a new way of conceiving the relationship between space and volume in the light of simultaneity and continuity of matter. The series of moods represents the dynamic perception of particular emotional states and responds to the dynamism of a law that involves completely true. A small room is dedicated to the work of Giorgio Morandi, alle sue straordinarie composizioni di oggetti uniti per assonanza di forme e di sfumature tonali. Al secondo piano una piccola sala ospita le sculture di Arturo Martini tra le quali l’opera dal titolo La Sete (1934) dai toni drammatici sia nella resa plastica che nella scelta di una pietra porosa. L’esposizione di opere prosegue con quegli artisti come Carlo Carrà e Felice Casorati che hanno lavorato al recupero della classicità e della monumentalità attraverso la ricerca dei valori formali e delle “suggestioni della metafisica”, tra naturalismo e intimismo. E ancora Filippo de Pisis con le sue inquietudini espresse attraverso uno stile vibrante, Lucio Fontana con il bronzo la Signorina seduta (1934), che evidenzia un plasticismo metafisico che si coniuga al valore cromatico, Fausto Melotti con le sue astrazioni geometriche in perfetta armonia nello spazio e Osvaldo Licini con le sue intime composizioni tra poesia e razionalità. Como e Milano sono state anche le due città della ricerca dell’astrattismo in Italia negli anni trenta; un esempio è l’installazione ambientale di Fontana Struttura al neon per la IX Triennale di Milano, 1951 (2011) that creates a synthesis of space and light. The third floor contains a room dedicated to Alberto Burri to his compositions and materials which combine painting and extra-pictorial materials in a continuous changing of creative experiences. The informal Ennio Morlotti with his sentimental naturalism and freedom of the signs of Carla Accardi representing the symbol of an arcane language and gestures fast. On the back wall of the solitary and sensual Rosa Black (1966) by Jannis , standard black-painted enamel on a light background, creative research that is oriented towards non-painting, to the flattening della forma che si smaterializza sino a diventare colore puro. L’arte come rivoluzione di pensiero, come riscoperta dell’ unicità dell’artista che trasmette il proprio pensiero nella materia in un rapporto diretto; l’arte è un’operazione concettuale che annulla qualsiasi procedimento creativo se non quello di dare nuovi significati alle cose. La ricerca di Piero Manzoni e del lavoro Merda d’artista del ’61 si orienta in questa direzione. Il Museo del Novecento ospita anche alcune opere di artisti del Gruppo T fondato a Milano nel 1958 tra cui quelle di Grazia Varisco e la Struttura tricroma del 1964 di Giovanni Anceschi, una combinazione four cubic elements in wood and metal with illuminated "a color additive synthesis and four mechanical motors, experiments on visual perception and movement in space. Still Luciano Fabro with his Cross, 1965 (2001) in stainless steel, a study on the habitability of the space and the sculpture as a form of minimalism and cancellation of plastic values. The last two rooms collect works of art by artists including poor Mario Merz and its Zebra (Fibonacci) of 1973, a stuffed animal and a sequence of twelve figures inspired by mathematician Leonardo Fibonacci of the '200 and the Law biological proliferation.
Scritto da Antonella Colaninno
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